C'è chi dice sì al Vangelo della gioia. Intervista a Giancarlo Girolimini. Diacono.

Vocazione è Vivere, non vivacchiare.

Vocazione è Vivere in quel tutto che la vita ti propone, non nonostante tutto.

Vocazione è amare tutto quello che la vita ti dona e tutto quello che la vita sembra sottrarti.

Abbiamo chiesto così a Giancarlo Girolimini, diacono permanente di Belvedere, di raccontarci la sua esperienza vocazionale.

Mi chiamo Giancarlo Girolimini - 72 anni compiuti - sono sposato con Anna e ho due figli Emanuele e Alessandra. Sono stato ordinato diacono il 25 novembre 2007.

Il mio cammino è iniziato dopo la morte di Emanuele per incidente stradale il 31 maggio 1994. Da allora la mia vita è cambiata.

Mi colpì molto l'omelia di don Giuseppe Bartera, allora nostro parroco, in cui disse “se il chicco di grano caduto in terra non muore, rimane solo, se invece muore produce molto frutto ( Gv 12,24)”.

Fu così che nei giorni e nei mesi seguenti, tutto mi parlava di Gesù. C’è stato poi un viaggio a Medjugorje non programmato (quando la Madonna chiama si va, alla mamma non si dice mai di no) in cui ho capito il motivo della chiamata a quel viaggio in cui ho conosciuto tante persone mai viste prima che sempre mi parlavano di Gesù.

Il Signore mi ha mandato un Angelo di nome Claudia che abbracciandomi forte mi disse “abbiamo pregato tanto per Emanuele e per voi”. Sembrano parole banali, ma a me quelle parole hanno aperto un vero varco nel cuore: la mia fede era molto semplice, sentivo dentro il bisogno di approfondire.

Così, quando in Diocesi è iniziato il corso per ministeri, mi sono iscritto e piano piano con l’aiuto del Vescovo Giuseppe, di don Luciano e dopo un lungo tempo di discernimento ho capito che il Signore mi chiamava. Nel frattempo, mia moglie a casa pregava e in me, la voglia di scappare era tanta. “Non sono degno… non ne sono capace… è troppo grande per me…” attraverso questi pensieri, il maligno stava lavorando nel mio cuore.

Finito il corso ho detto “eccomi Signore, sia fatta la Tua volontà!”.

Il 20 agosto 2010 anche Anna è salita in cielo. Lei ha già potuto riabbracciare Emanuele. Io sono in attesa della chiamata e con l’aiuto dello Spirito Santo vivo con gioia la mia vita da padre, nonno e diacono.

Sono felice di servire, con tutti i miei limiti, il Signore ed i fratelli.

Sì, il chicco di grano ha portato molto frutto. Il Signore mantiene quello che promette.

Non ho più gli amici o presunti tali di prima, ora ho tanti amici e fratelli nuovi. Mi mancano mia moglie e mio figlio ma ogni giorno il Signore mi fa incontrare persone nuove.

Per questo, ringrazio, lodo, benedico il Signore ogni giorno per il dono del diaconato e per essersi fidato di me.