Gli esercizi spirituali sono un tempo prezioso per la vita di ogni cristiano.

È il tempo in cui lasciare po’ da parte la Marta che è in noi e fare spazio a Maria, con la sua capacità di fermarsi, ascoltare, contemplare.

Di esercizi spirituali ce ne sono di tutti i tipi e per tutte le sensibilità. Silvia, ci racconta la sua esperienza vissuta nel silenzio degli esercizi ignaziani.

Abitata. Se penso a che cosa mi riporta al cuore e a come mi sento durante il tempo degli esercizi spirituali è: abitata. Come un sigillo posto sulla mia solitudine e sul mio vuoto, abitata significa che sono in compagnia, che sono in comunione, che sono amata e riempita, nutrita, come un bimbo con la mamma. Scegliere questo tempo per me significa sicuramente scegliere la fatica del silenzio. Il silenzio, per il nostro tempo, è assordante e in più è una grande perdita di tempo. E il tempo del silenzio agli esercizi spirituali è un tempo lungo, “troppo” lungo e proprio per questo me lo tengo stretto come un tempo caro, prezioso, per scoprire, ogni volta, con commozione che è un silenzio abitato da Dio Padre che oggi si ferma a casa mia per far festa. La festa che si fa quando si sa di essere figli amati dall’eternità e per l’eternità, senza misura. Gli esercizi diventano il luogo in cui Lui mi riporta alla più profonda verità della mia esistenza: sei l’amato/a, non temere nulla.

Credo e ho sperimentato che, rispetto ad altre, anche belle e nutrienti occasioni, quello degli esercizi, è un tempo di relazione privilegiata con il Signore e un tempo pieno di grazia. Proprio per la posizione di ascolto in cui ci si pone che richiede di fare spazio, lo spazio che si crea è uno spazio speciale rispetto alla quotidianità, uno spazio vuoto che il Signore non tarderà a riempire e a riempire di un cibo buono e che sazia.

Inoltre credo proprio che siano esercizi per i miei sensi, troppo inariditi per essere un essere umano che abita questa terra: la bocca per gustare, il naso per respirare, gli occhi per contemplare, le orecchie per ascoltare, il tatto per accarezzare… è un tempo spirituale anche perché mi fa stupire di quant’è bella la nostra umanità, il nostro essere uomini e donne di carne e spirito, vivi.

Da amata e nutrita, con questa verità impressa nel cuore, la vita quotidiana prende un respiro più profondo e più leggero e anche se temo, le paure non hanno l’ultima parola perché la mia vita è abitata e amata. E a partire dall’Amato, dall’Amore, amo.”